360Via dei Montanini, 53-63Palazzo Turamini (Del Taia, Grisaldi del Taia)scheda precedentescheda seguentemore
condizione
facciata modificata nel tempo
stato di conservazionerestauro della facciata nel 2001
tipologia
palazzo
partizione verticale della facciata (numero degli assi)
sette assi
numero dei piani
quattro piani
materiale del paramento murario
(in ogni piano) intonaco giallo
rilevature del paramento murario
(al secondo piano) cornici all'altezza del davanzale in pietra serena
(al terzo piano) cornici all'altezza del davanzale in pietra serena
(al terzo piano) cornice terminale/cornicione
(in ogni piano) incorniciature in pietra serena
ferri di facciata
(al secondo piano) portatorce, portastendardo figurativi, con eventuale connotazione araldica
Il braccio forma il corpo di un serpente, al muso è attaccato l’anello per fermare la torcia o lo stendardo.
aperture
(al piano terra) aperture rettangolari
(al piano terra) aperture rettangolari dall'incorniciatura a edicola semplificata
(al primo piano) aperture rettangolari dall'incorniciatura modanata
(al secondo piano) aperture rettangolari dall'incorniciatura a edicola semplificata
(al terzo piano) aperture rettangolari dall'incorniciatura a edicola semplificata
fasi costruttive, stile
primo Cinquecento (all'antica)
Il portale è un’apertura rettangolare incorniciata a edicola semplificata, le finestre del secondo e del terzo piano superiore sono anch’esse incorniciate a edicola semplificata, nella sua forma standardizzata, con fregio e cornice terminale, comune a Siena a partire dalla fine del XV secolo, i ferri di facciata mostrano forme naturalistiche, la modanatura delle cornici davanzale, infine, presenta la sequenza lastra, piccola gola diritta, tondino, che è più ricca delle rispettive modanature quattrocentesche. Queste caratteristiche permettono di collocare la facciata del palazzo Turamini tra il palazzo Venturi [453], della fine del XV secolo, e il palazzo del Magnifico, degli anni 1504-1507 [456].
bibliografia successiva
autore, ultimo aggiornamento Matthias Quast, 5-9-05